Il carboncino

Il carboncino è forse la tecnica artistica più antica che si conosca; essa risale alla preistoria, quando gli uomini primitivi ricoprivano le pareti delle caverne con disegni, per lo più animali, realizzati con pezzi di legno carbonizzati. Il carboncino è infatti un “gessetto” di carbone vegetale costituito da sottili rami di legno leggero e poroso, per lo più di salice o di vite, che vengono bruciati senza però raggiungere la combustione completa.

Si usa per sfregamento e raggiunge neri molto intensi, anche se poco stabili, che possono essere sfumati, ottenendo una gamma completa di grigi. Il tratto può essere cancellato direttamente con uno straccio o può essere attenuato con la gomma pane.

E’ molto facile sporcarsi, vista la quantità di polvere prodotta, per questo è consigliabile tenere il foglio leggermente inclinato, permettendo alla polvere di scivolare via.

Non spostarla mai con la mano se non vuoi ottenere un piccolo disastro!

Dal modo in cui impugni si potrà ottenere un segno diverso, l’importante è iniziare sempre con tratti molto leggeri perché troppa pressione renderebbe la carta impastata di colore.

Si possono creare delle sfumature con le dita, con la gomma pane o ancora meglio con un pennello rigido asciutto.

Una volta finito il disegno è importantissimo usare un prodotto fissativo perché il lavoro rimanga intatto e non si sporchi toccandolo, attenzione però a seguire bene le istruzioni e ricorda che una volta fissato il disegno non si potrà più modificare.

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